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Da: IL ROMANISTA
Articolo di CHIARA ZUCCHELLI
Dopo aver visto festeggiare all’Olimpico il Napoli di Mazzarri, la Juventus di Delneri, il Palermo di Delio Rossi, il Brescia di Iachini (perché il loro pareggio qui vale come una sconfitta) persino il redivivo Amauri con tanto di colpo di tacco, alle umiliazioni della stagione romanista mancava il gol di Stankovic da tre punti sotto la Curva Sud. Puntuale, è arrivato ieri sera, quando il suo tiro sotto l’incrocio ha praticamente chiuso l’annata giallorossa: una sconfitta in casa in semifinale di Coppa Italia vale quasi l’eliminazione a meno di clamorosi miracoli, a questo punto difficili da credere, l’11 maggio a San Siro. Dove la Roma se non il
gioco, se non i gol, se non il talento, trovi almeno l’orgoglio di evitare l’ennesima notte da incubo ai suoi tifosi. Che ieri sera all’Olimpico non erano tantissimi, appena 23 mila, con uno spettacolo desolante in Nord – vuota – e splendido in Sud dove prima c’è stata la coreografia, poi un costante incitamento per tutti i 95 minuti. Non è servito a nulla.
Segue su: IL ROMANISTA
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Anche a Parma stai cagato.. perdazzurro cartonato: Parma 2- 0 Inter
PARMA-INTER 2-0
Parma (4-3-2-1): Mirante; Zaccardo, Paletta, Lucarelli, Gobbi; Morrone, Dzemaili, Modesto; Giovinco, Candreva (20 st Valiani); Amauri. A disp.: Pavarini, Pisano, Galloppa, Nwankwo, Crespo, Bojinov. All.: Colomba
Inter (4-2-2-2): J. Cesar; Nagatomo, Lucio, Ranocchia, Chivu (1 st Sneijder); Zanetti, Cambiasso; Kharja, Stankovic; Pazzini (16 st Milito), Eto’o. A disp.: Castellazzi, Materazzi, Mariga, Pandev, Obi, Milito. All.: Leonardo
Arbitro: Rocchi
Marcatori: 35′ Giovinco; 86′ Amauri.
A seguire: il link con la ricetta di Mousse al Parmigiano-Reggiano con pere, per un menu da vera remuntada dei sensi :)
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Basta un Milan menomato e sfortunato (una traversa incredibile nega a Van Bommel un gol clamoroso stile Real-Milan) ma dignitoso a infrangere i sogni di remuntada delle meteore nerazzurre; il derby finisce 3-0 e Abbiati rimane inoperoso per 89,9 minuti complessivi. Il punteggio tennistico viene evitato da un arbitro che “non vede” il braccio di Maicon e il fallo su Robinho lanciato in rete, ma nella gloriosa curva rossonera nessuno si dedica a patetiche piagnolade e alla fine tutto finisce come da copione, con il Diavolo sempre saldamente in testa e i cugini a esercitarsi coi periodi ipotetici e le teorie complottistiche.